La norma UNI CEI EN 16001

Quando il premio Nobel Ilya Prigogine introdusse il concetto di “strutture dissipative” (ossia quei sistemi complessi che mantengono la propria coerenza interna a spese dell’aumento di entropia complessiva, “degradando” risorse ed energia) lo scienziato aveva in mente soprattutto i sistemi biologici. Ma il concetto si applica altrettanto bene a ogni organizzazione umana: un’azienda manifatturiera, un ente pubblico, uno studio professionale sono “organismi complessi” che vivono e prosperano consumando energia per perseguire i propri fini.
Il paradigma di consumo indiscriminato, che ha guidato lo sviluppo industriale degli ultimi due secoli, è ora messo in discussione da un incipiente era di risorse decrescenti e di ardue sfide ambientali. Alle organizzazione toccherà quindi una difficile conversione, che le porti a consumi e impatti ambientali sempre minori: la “pressione ambientale” che guiderà il cambiamento sarà sociale, economica e legislativa ma il cambiamento dovrà nascere all’interno delle organizzazioni stesse.
In questa ottica nasce nel 2009 la nuova norma UNI/CEI EN 16001 – requisiti e linee guida per i sistemi di gestione dell’energia: la norma nasce in ambito europeo dal comitato CEN/CENELEC TF 189 e si configura come un potente strumento operativo per perseguire gli obiettivi della Direttiva 2006/32/CE sull’efficienza degli usi finali dell’energia.
Concettualmente la UNI/CEI EN 16001 ricalca norme precedenti come la ISO 14001:2004 ed è facilmente integrabile con queste. Le sue principali caratteristiche sono:

  • universalità: la norma si propone a ogni tipo di organizzazione che voglia controllare e gestire il suo consumo di energia in modo efficiente;
  • bassa prescrittività: non vengono imposti valori di performance energetica ma deve essere l’organizzazione a darsi gli obiettivi in campo energetico;
  • certificabilità: l’impegno dell’organizzazione sull’efficienza energetica può essere certificato da un ente terzo.

Il percorso che porta un’azienda anche medio-piccola a certificarsi secondo UNI/CEI EN 16001 comincia sempre dalla definizione della Politica Energetica, il documento con cui la direzione dell’azienda fa proprio l’impegno al miglioramento continuo in campo energetico e si impegna a rendere disponibili le risorse necessarie. A questo deve fare seguito un audit energetico che permetta il censimento degli “aspetti energetici” ossia degli aspetti dell’attività che comportano un consumo di energia significativo. Questi vanno messi in relazione con i “fattori energetici”, cioè con tutte quelle variabili che influenzano i consumi: se talvolta questa correlazione è semplice da individuare (ad esempio l’aspetto energetico “riscaldamento degli uffici con metano” è ovviamente correlato con il fattore energetico “temperatura esterna”) spesso la relazione è più celata e scoprirla è l’occasione per comprendere al meglio l’utilizzo dell’energia all’interno dell’organizzazione.
Nell’audit va compreso anche un controllo di rispetto della obblighi legislativi in materia. Anche se la normativa energetica è molto meno corposa e articolata di quella ambientale, nondimeno esistono obblighi ben precisi: vanno ricordati ad esempio gli adempimenti dettati dalla Legge 10/91 quali la nomina dell’energy manager per le aziende “energy intensive” o gli obblighi di isolamento degli edifici e di efficienza minima degli impianti di riscaldamento. Da quanto detto risulta chiaro come, a causa dell’elevato livello delle competenze necessarie, quasi sempre sia indispensabile affidare a strutture specializzate l’esecuzione degli audit.
A questo punto, sulla scorta dei risultati dell’audit, va modellato il sistema di gestione vero e proprio. Il lavoro comporta spesso l’integrazione di procedure e istruzioni operative già esistenti: a causa dell’elevato impatto economico della bolletta energetica le organizzazioni si sono già date dei metodi di controllo e monitoraggio ma questi sono pezzi dispersi e incompleti di un puzzle che va riordinato. Occorre quindi procedere a una “gap analisys” per verificare quali aspetti della norma sono attualmente ottemperati e quali vanno invece modificati o introdotti in azienda, in modo da indirizzare correttamente una futura certificazione del sistema.
Le parti sulle quali è necessario intervenire sono solitamente quelle relative alla costruzione di obiettivi sull’uso dell’energia. L’organizzazione si deve dare un programma di riduzione dei consumi, in modo da innescare quel ciclo di Deming (plan / do /check / act) che sta alla base di tutti i sistemi di gestione. Particolare accento è posto dalla norma sulle procedure di manutenzione e gestione degli offset ma soprattutto sulla formazione e informazione in campo energetico: anche in azienda, come nella vita domestica, sono i comportamenti (più che gli investimenti) a spostare la bilancia del consumo efficiente. Va quindi rivisto e migliorato l’“organigramma energetico” per evidenziare tutti i ruoli che hanno responsabilità rilevanti nel consumo complessivo.
A capo del Sistema di Gestione andrà nominato un Responsabile del sistema. Tale figura non va confusa con l’energy manager che la legge impone di nominare alle aziende produttive che hanno un consumo superiore ai 10.000 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio): le competenze che la norma chiede al RSGE, quali la capacità di confrontarsi con i tecnici e gli esperti, lo fanno diventare il reale perno della gestione efficiente dell’energia. Suo compito è inoltre affrontare e gestire le non conformità del sistema di gestione.
Il sistema prevede infine audit e incontri periodici di verifica dei risultati conseguiti (riesame di direzione). Il riesame, comune a tutti i sistemi di gestione, è il momento in cui la Direzione prende in esame input e output del sistema per confermare o modificare se ce ne fosse bisogno gli obiettivi finali del sistema: tale momento dovrebbe anche comprendere, per quanto possibile, un bench-marking con i risultati ottenuti da organizzazioni similari.
In conclusione le possibilità/opportunità offerte dai sistemi di gestione dell’energia, consentono di governare e gestire in modo consapevole / intelligente / razionale e – quindi – efficiente / efficace / ottimizzato i vari aspetti tecnici ed economici delle modalità secondo le quali soddisfare il fabbisogno complessivo di energia di un qualsiasi ciclo produttivo industriale, con costi assai contenuti (anche in termini di impiego di risorse umane) e perciò sostenibili anche da Aziende di dimensioni limitate. La concretizzazione di un siffatto approccio integrato e coordinato alla gestione dell’energia risulta prodromica all’implementazione delle registrazioni e ottimizzazioni richieste dalla nuova Norma UNI/CEI EN 16001.
Per un’Azienda medio-piccola è tuttavia necessario:
– che il Management sia ben consapevole della rilevanza dei costi energetici, non solo per il loro aspetto strettamente economico ma anche per i connessi risvolti socio-ambientali;
– che ci si avvalga dell’assistenza di una qualificata struttura di consulenza specialistica in campo energetico, per la costruzione di un appropriato sistema di gestione dell’energia.