ISCO seleziona giovani per il corso Tecnico dell’Efficienza Energetica

Corso promosso da ISCO – Ente di Formazione Professionale accreditato dalla Regione Veneto, in collaborazione con Orienta Venezia – Agenzia per il lavoro, nell’ambito del piano Garanzia Giovaniapprovato dalla Giunta Regionale del Veneto, che offre nuove opportunità per l’occupabilità e l’inserimento dei giovani che hanno assolto l’obbligo di istruzione e con un’ età compresa tra i 19 e i 29 anni.

Profilo professionale:

Il Progetto formativo intende preparare una figura professionale che, per conto di aziende, studi di consulenza o iberi professionisti, possa assolvere alle sempre maggiori richieste di assistenza e accompagnamento delle imprese nei processi di efficientamento e ottimizzazione delle risorse energetiche.

Pertanto il corso intende perseguire i seguenti:

– potenziare le conoscenze di economia ed igiene ambientale;

– far conoscere la normativa nazionale, regionale e comunitaria di settore;

– far conoscere i concetti fondamentali del risparmio energetico;

– far conoscere materiali e tecnologie per impianti a basso impatto ambientale;

– potenziare le conoscenze sui principi dei Sistemi di Gestione Ambientale e le relative norme (ISO14001, 50001, regolamento EMAS, ecc.);

– far acquisire i principi per effettuare delle analisi costi-benefici relativamente alle scelte ambientali ed energetiche dell’azienda;

– far acquisire le conoscenze sulle principali tecniche di riduzione dei consumi aziendali;

– potenziare le conoscenze sulle principali tecnologie di riduzione delle emissioni.

Il progetto, della durata complessiva di 208 ore, si svolgerà a PADOVA e sarà composto da 184 ore di formazione, 8 ore di orientamento specialistico, 16 ore di accompagnamento al lavoro e.

Destinatari

Il corso si rivolge a 8 giovani NEET (persone disoccupate o inattive che non sono né in educazione né in formazione) che hanno assolto l’obbligo di istruzione.

Saranno privilegiati i destinatari in possesso di diploma di scuola secondaria di secondo grado, preferibilmente ad indirizzo tecnico/scientifico, o laurea in discipline scientifiche e che possiedono competenze informatiche sufficienti a svolgere in autonomia le principali funzioni riferite al ruolo.

Programma corso:

  • normativa del settore energia
  • Fonti di produzione energetica
  • Tecniche di riduzione dei consumi energetici
  • Sistemi di Gestione dell’Energia (ISO 50001)
  • La diagnosi energetica secondo le norme UNI 11428 e EN 16247
  • L’analisi costi-benefici e costo-opportunità per quanto riguarda l’utilizzo dell’energia
  • Strumenti per l’autoimprenditorialità

Ammissione alla selezione:

La domanda di ammissione alla fase di selezione per la partecipazione al progetto deve essere redatta su apposito modulo, scaricabile dal sito www.isco-sc.it/formazione e dovrà pervenire a mano, attraverso posta elettronica ad info@isco-sc.it, o via fax al n. 0418105861 entro il 2 dicembre.

Il giorno della selezione sarà necessario portare:

–        Patto di Servizio Garanzia Giovani rilasciato da un Centro dell’Impiego o da uno Youth Corner;

–        Fotocopia fronte/retro di un documento di identità in corso di validità;

–        Curriculum vitae in formato europeo.

L’ammissione al corso avverrà sulla base di una graduatoria risultante dalle prove di selezione valutate da un’apposita commissione nominata dall’Ente di formazione, il cui giudizio è insindacabile.

I risultati della selezione, verranno comunicati direttamente agli interessati.

Data e sede di selezione:

Giovedì 4 dicembre ore 10.30 presso Istituto “Dante Alighieri”, Riviera Tito Livio 43 – PADOVA

La partecipazione al corso è gratuita.

Al termine del percorso sarà rilasciato un attestato dei risultati di apprendimento.

Per informazioni: I.S.CO. – Organismo di Formazione accreditato dalla Regione Veneto

Via Zandonai 6, Venezia Mestre – tel. 041 8105863 – fax 041 8105861 – info@isco-sc.itwww.isco-sc.it

Continua l’emanazione delle nuove schede TEE

​Il GSE informa che dal 23 maggio 2013 sono disponibili 4 nuove schede tecniche:

  • n. 33E – rifasamento di motori elettrici presso le utenze
  • n. 34E  – riqualificazione termodinamica del vapore acqueo attraverso la ricompressione meccanica
  • n. 35E – installazione di refrigeratori condensati ad aria e ad acqua in ambito industriale
  • n. 36E – rinstallazione di gruppi di continuità statici ad alta efficienza (UPS)
 A completamento di quanto disposto dal decreto 28 dicembre 2012 continua l’uscita delle nuove schede sui Titoli Efficienza Energetica.

L’elenco completo ed aggiornato delle schede può essere trovato qui:

http://www.gse.it/it/CertificatiBianchi/Modalit%C3%A0%20di%20realizzazione%20dei%20progetti/Schede%20tecniche/Pagine/default.aspx

Coinvolgere il personale sull’energia

I don’t mean to put too fine a point on it, but most people leading energy management programs drill down on the technical aspects and ignore the substantial gains to be had on the “softer,” people side. The New York Times ran a good article about how the Obama campaign won the election.There were some good tips on how to engage people that will help in your energy management effort. Here are six things I took away. But you should read it yourself here.

1. Don’t Deny It, Counter It
If someone says, “It makes our work harder,” explain how it makes it easier or how it benefits everyone. If it doesn’t, you shouldn’t be doing it anyway.

2. Get Them to Literally Sign On
A simple voluntary commitment tends to be more persistent if people actually sign something. Meet people one-on-one and ask them to sign an energy awareness pledge card.

3. Reward Their Constancy
A simple statement appreciating past contributions goes a long way to making sure that a person’s contribution continues. An opening like, “You’ve really helped us in the past,” shows people you recognize their efforts and it makes them more inclined to continue.

4. Make It A Plan
People who want to help sometimes end up not helping because they don’t quite know what to do next. So when you speak with them, make a little plan with them before parting ways. “So what do you think you can do?” Is a good way to make that step. Or, “Can I count on you to keep an eye on that door and make sure it’s closed?” People with plans are much more likely to join your effort.

5. Make It a Group
Don’t be afraid to mention things that other people are doing. People feel more comfortable and excited when they realize they are part of a group effort.

6. Make It Genuine
Finally, you need to be genuine in your outreach efforts. If you feel at all uncomfortable, it’s probably best not to reach out that way. But people respond to authenticity and sincerity. If you’re doing this work, it’s probably because you have some passion for it. If in doubt, show your passion. People will respond.

La potenza di RETSCREEN

RETSCreen è un potente software di simulazione energetiche creato dall’Università del Canada. Può essere scaricato gratuitamente all’indirizzo: http://www.retscreen.net/it/download.php.

Al classico RETSCreen 4, ottimo per studi di fattibilità tecnico/finanziaria sia nel campo delle fonti rinnovabili che di quelle tradizione, si è aggiunto ultimamente RETScreen Plus, uno strumento software di gestione delle energie basato su Windows che consente a proprietari dei progetti di verificare facilmente il rendimento energetico dei propri impianti. Molto interessante è anche la possibilità di valorizzare la riduzione di emissione di CO2 connessa a un progetto.

RETScreen Plus premette di correlare consumi e fattori energetici (gradi-giorno, pezzi prodotti, ore lavorate, ecc.), di stabilire consumi di riferimento e di impostare obiettivi. In questo senso è un ottimo strumento per chi voglia iniziare a implementare un sistema di gestione dell’energia secondo la norma ISO 50001.

ISO 50001: le risorse web del US department of energy

L’US Department of energy ha messo online una pagina molto interessante sulle opportunità portate dallo standard ISO 50001 alle aziende:

http://www1.eere.energy.gov/energymanagement/

Tra le altre si segnala la DoE eGuide for ISO 50001, con i suoi 7 passi per l’ìmplementazione di un Ems:

https://save-energy-now.org/EM/SPM/Pages/Home.aspx

L’efficienza nei consumi auto

Companies operating fleets of vehicles are well aware of the fact that some drivers consistently get fewer miles per gallon than others. Whether it’s because they feel the need for speed, are heavy handed with the gear change or wait until the last minute to brake, it all boils down to the same thing – they cost the business more. In this eGuide:

1) Ensure drivers understand your company’s policies on vehicle maintenance and driver behaviour
2) Handling their vehicles in a way that delivers up to 15% fuel savings
3) Becoming safer, more considerate drivers and cutting insurance costs

Download it here: http://okt.to/K2LtGf

La gasificazione della pollina da allevamenti avicoli

ImageIntroduzione

 Lo smaltimento della pollina da allevamenti avicoli è oggi uno tra i principali problemi gestionali del settore a livello nazionale nazionale. Lo spandimento di pollina su terreno agricolo, prassi consolidata, sta andando via via perdendo applicabilità a causa dell’aumento dei costi di affitto dei terreni agricoli e del costo dell’operazione di spandimento.

 Il problema sta creando forti preoccupazioni agli avicoltori tanto da spingere la nascita di iniziative sperimentali volte ad affrontare in modo scientifico il problema, che contribuisce ad aumentare i costi di produzione del settore, alla ricerca di una soluzione tecnicamente praticabile ed economicamente ed ambientalmente sostenibile.

 Queste iniziative però si scontrano con l’attuale legislazione in materia di energia che vieta l’impiego di pollina per produzione di energia se non in impianti dedicati di potenza superiore a 6 MW.

 Le linee di progetto qui descritte intendono proporre un paniere di soluzioni alternative e complementari, in grado di garantire un sistema di soluzioni alla questione dello smaltimento della Pollina ed in grado di rappresentare una piattaforma sperimentale per la sperimentazione di filoni innovativi nel settore.

 Il progetto, quindi, si basa sullo studio di un sistema territoriale esteso (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna nord orientale), sull’analisi di specifiche esigenze locali e delle principali aziende avicole e delle filiere interconnesse e sulle tecnologie in grado di assicurare non solo la sostenibilità ambientale, ma anche il maggior valore aggiunto e lo sviluppo delle filiere e dell’indotto connessi in tali territori.

 Fasi del progetto

 Il progetto è articolato nelle seguenti fasi:

  1. Costituzione dello Steering Committee: Il pool ha tra componenti fondanti:

    • Cifra – Centro Interdipartimentale di Formazione e Ricerca Ambientale dell’Università di Udine,

    • Cisver – Comitato Italiano per lo Sviluppo delle Energie Rinnovabili,

    • Dipic – Dipartimento di Principi e Impianti di Ingegneria Chimica dell’Università di Padova,

    • Energol S.r.l.,

    • Veniceproject S.r.l.

  2. Definizione del primo Customers Pool :l’avvio del progetto deve essere garantito da una committenza che abbia contemporaneamente una capacità di indirizzo (rappresentando in modo significativo il settore avicolo) e d una capacità di finanziamento del progetto stesso.

  3. Definizione del Master Projectsulla base delle linee guida impostate dallo Steering Committee sulla base delle priorità del Customer sPool, viene definito il Master Project che deve prendere in considerazione le seguenti aree:

    • tecnologie disponibili, stato ed evoluzioni possibili,

    • vincoli normativi nel territorio di competenza,

    • organizzazione di filiera nel territorio di competenza, stato ed evoluzioni possibili,

    • soluzioni di massima affidabilità

    • impatti dell’innovazione tecnologica e dell’innovazione di processo

    • soluzioni di massima resa tecnica ed economica.

Il Master Project, quindi, prevede le seguenti fasi:

      1. studio di fattibilità di massima

      2. determinazione dei sottoprogetti

      3. studio di fattibilità dei sottoprogetti

  1. Gestione del consenso territoriale: il coinvolgimento territoriale è necessario alfine di determinare la conduzione del Progetto in modo concorde agli interessi e dalle potenzialità del territorio stesso, se da una parte il progetto di organizzazione delle filiera necessita di una approfondita conoscenza degli operatori coinvolgibili tramite le Associazioni di Categoria, dall’altro il dialogo con la Pubblica Amministrazione Locale permette di articolare soluzioni compatibili sia con gli iter autorizzativi che con le aspirazioni di sviluppo dei territori. Il processo di gestione del consenso territoriale deve culminare in uno più momenti di incontro delle varie parti in gioco, allo scopo di definire in modo dettagliato quali operatori sono interessati ade ntrare in filiera, quali ad investire, qualiistituzioni vogliono giocare un ruolo attivo le condizioni le necessità delle Pubbliche Amministrazioni.

Considerazioni preliminari

Ad oggi la valorizzazione energetica della Pollina presenta problematiche legate all’emissione di Ossidi di Azoto (NOx) superiori alla norma, le vie percorribili sembrano concentrarsi su due alternative:

  • integrazione del mix alimentante della valorizzazione energetica fino a far rientrare le emissione di NOx nei livelli di norma.

  • degradazione termica in assenza di ossigeno (gasificazione),

Una terza via può essere quella di produzione di biogas, nella quale l’eliminazione degli Ossidi di Azoto può avvenire a valle utilizzando biofiltri ad alghe che assimilano NOx e CO2 per il l’accrescimento forzato, alghe che poi possono essere impiegate come emendante o nella cosmesi.

 Per garantire il più rapido avvio del progetto, si può realizzare un impianto per la produzione di energia elettrica e calore tramite valorizzazione termica di biomassa (della potenza indicativa di 8-10 MW), nell’attesa che partano le attività di sperimentazione e che si definiscano i sottoprogetti innovativi che garantiscano le soluzioni di massima resa tecnica ed economica, si può richiedere l’autorizzazione ad alimentare l’impianto di termovalorizzazione con un 15 – 20% (15-20.000 tonn/anno) di pollina, in modo che le emissioni siano ampiamente entro i limiti di legge.

 Filoni di sperimentazione

 Dalle indagini preliminari condotte si sono individuati tre filoni di sperimentazione meritevoli di approfondimento:

  • gasificazione della pollina a fini energetici;

  • ottimizzazione dei parametri di combustione del materiale tramite ossigeno puro;

  • maturazione del materiale e produzione di emendante a uso agricolo.

Gassificazione della pollina a fini energetici

 La gassificazione consiste nell’ossidazione incompleta di biomasse solide o liquide in un ambiente ad elevata temperatura (800÷1000°C) per la produzione di un gas combustibile (detto syngas, composto da H2, CO, CxHy, N2, CO2, in proporzioni variabili secondo il tipo di biomassa e dal tipo di gassificatore usato). La gassificazione della pollina permette quindi di ottenere un gas combustibile che può essere facilmente purificato prima dell’utilizzazione, con conseguenti vantaggi per il rispetto dei limti di emissione al camino.

Green Public Procurement – la strada della PA verso la sostenibilità

ImageQuando si cerca di interpretare il panorama “ecologico” di questo scorcio di XXI secolo, alcune delle chiavi più importanti le dà Georgescu-Roegen, il grande economista ecologico rumeno: solo la natura produce ricchezza e si presenta come realmente produttiva (che “produce” realmente qualcosa) mentre il ciclo economico di produzione-distribuzione-consumo si presenta come organizzatore e consumatore di risorse già create.

In quest’ottica come si conciliano le necessità della “natura” con quelle di una società complessa e fortemente non lineare come quella odierna? Parlare genericamente di “sviluppo sostenibile” rischia di essere una comoda foglia di fico. Più utile cercare quei metodi che permettono di avviare il volano di produzioni eco-compatibili, come ad esempio la “Politica Integrata di Prodotto” (Integrated Product Policy – IPP) che attraverso una pluralità di strumenti cerca di contenere gli impatti ambientali associati: Ecolabel, valutazioni d’impatto, analisi del ciclo di vita, ecc.

Si fa strada la maturazione di una tale coscienza anche nella Pubblica Amministrazione, con l’accordo “Europa 2020”, promulgato dalla Commissione Europea per tracciare le strategie dello sviluppo Europea per la prossima decade, al quale è strettamente collegato il Patto dei Sindaci, un protocollo liberamente sottoscritto dalle Amministrazioni Comunali, che si impegnano ad adottare volontariamente specifiche misura di tutela dell’Ambiente, strategie di abbattimento delle emissioni di gas ad effetto serra e sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Una delle misure più interessanti in questo senso è il Green Public Procurement (GPP), ossia la corsia preferenziale che le Pubbliche amministrazioni dovrebbero riservare ad acquisti a ridotto impatto ambientale: risulta chiaro che se una parte consistente di amministrazioni pubbliche incrementerà la propria domanda di prodotti “ecologici” ci sarà un effetto enorme sul mercato dei prodotti compatibili con l’ambiente e l’industria sarà portata ad aumentarne sensibilmente la produzione e contenerne i costi.

Nel suo complesso il GPP ha la capacità potenziale di:

influenzare il mercato, quindi anche gli stakeholders che operano intorno ad esso (imprese, altri consumatori);

favorire l’integrazione delle considerazioni ambientali nelle politiche di altre settori;

facilitare l’integrazione ed attuazione di svariati strumenti nell’ambito delle politiche integrate di prodotto degli enti locali.

Inoltre va osservato che l’acquisto di beni e servizi a impatto ambientale ridotto può essere asservito al raggiungimento di obiettivi di protezione ambientale specifici (riduzione dei consumi complessivi; risparmio energetico, riduzione della produzione dei rifiuti, ecc.). Ma attenzione: prodotti e servizi a impatto ambientale ridotto, per poter essere considerati tali, devono possedere dei requisiti specifici. La maniera più diretta per verificare che un prodotto/servizio abbia tali requisiti è quel la di fare riferimento ai criteri ecologici che il prodotto/servizio deve rispettare per ottenere un’etichetta ecologica. Ciò garantisce sia la “scientificità” che la “fattibilità” del criterio ecologico stesso.

Tutto questo ha cominciato a essere recepito a partire dal Piano d’Implementazione di Johannesburg (nell’ambito del World Summit on Sustainable Development del 2002): il Piano indica che le autorità pubbliche dovrebbero essere indirizzate ad integrare gli obiettivi di sviluppo sostenibile nei processi decisionali, inclusi quelli che riguardano la pianificazione per lo sviluppo locale, gli investimenti e gli acquisti pubblici, attraverso lo sviluppo e la diffusione di prodotti e servizi compatibili con l’ambiente (il GPP, Green Public Procurement).

Questi indirizzi si sono riverberati in Italia nella Strategia d’Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia, approvata nel 2002 dal Ministero dell’Ambiente che indica gli obiettivi e i target, in termini di beni ecologici acquistati, che la Pubblica Amministrazione dovrebbe raggiungere entro il 2006: l’obiettivo è il 30% dei beni che dovrebbe rispondere a specifici requisiti ecologici. Inoltre il 30-40% del parco dei beni durevoli dovrebbe essere a ridotto consumo energetico.

La Legge Finanziaria 296 del 27 Dicembre 2006 ha previsto infine l’elaborazione di un “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione”. Il Decreto Interministeriale n. 135 dell’11 Aprile 2008 ha recepito il Piano d’Azione predisposto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed approvato di concerto con il Ministero dell’Economia.

Le prime norme in materia di acquisti ambientalmente preferibili apparsi a livello nazionale facevano riferimento ad alcuni tipi di materiali di recupero: materiali biodegradabili, carta, plastica, materiali generici. Gli interventi hanno riguardato principalmente la promozione dell’uso della carta riciclata con relativa fissazione di obiettivi minimi di copertura del fabbisogno di prodotti con materiali riciclati che vanno dal 20 al 50%.

Fortunatamente negli ultimi anni si è vista però un’evoluzione del contesto normativo che tende a spronare l’introduzione di sistemi di acquisti verdi e non solo di acquisti di singoli materiali. Ne sono un esempio le “Norme per la promozione degli acquisti pubblici ecologici e per l’introduzione degli aspetti ambientali nelle procedure di acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche” della Regione Puglia che prevedono che la Regione, le Province, i Comuni con più di 5000 abitanti approvino un Piano d’Azione di durata triennale finalizzato alla definizione di un programma operativo per l’introduzione dei criteri ambientali nelle procedure d’acquisto di beni e servizi e volto a conseguire l’obiettivo di riconversione al termine del triennio di almeno il 30 % delle proprie forniture.

Introdurre seriamente delle pratiche di GPP nella pubblica amministrazione richiede una pianificazione attenta. In particolare devono essere riviste in chiave ecologica le fasi di:

  • definizione dell’oggetto;

  • definizione delle specifiche tecniche relative;

  • selezione dei candidati;

  • aggiudicazione;

  • esecuzione.

Un elemento chiave per il successo del GPP è l’informazione del personale della PA e soprattutto la raccolta della “best practices” in materia.

ICLEI (International Council for Local Environmental Initiatives) una ONG che coopera attivamente con l’ONU e che raccoglie oltre 1200 Pubbliche Amministrazioni nel Mondo, ha studiato diversi protocolli ed implementato molte iniziative infrastrutturali per aiutare Comuni, Provincie, Regioni e Governi ad integrare il processo GPP, particolarmente apprezzato è Protocollo “Procura +”, ideato per offrire delle linee guida alle Amministrazioni in materia di:

  • elettricità da risorse rinnovabili;

  • computer e apparecchi elettronici ad alta efficienza energetica;

  • cibi biologici per mense, ospedali e catering in genere;

  • edifici che rispettino standard elevati di efficienza nel riscaldamento e nel condizionamento;

  • servizi per la pulizia orientati alla protezione della salute umana;

  • servizi di trasporto pubblico orientati alla qualità e con mezzi ad emissioni ridotte.

Le review effettuate sulle esperienze di GPP hanno mostrato che l’adozione di una strategia di acquisti verdi può portare anche ad una razionalizzazione complessiva delle politiche d’acquisto e quindi a dei benefici economici oltre che ambientali. Inoltre, tutti gli ostacoli legati alla difficoltà di promuovere il cambiamento, che spesso caratterizza diversi settori dell’amministrazione, possono essere superati dall’adozione di una politica organizzata e degli strumenti di supporto idonei all’introduzione del GPP.

La riconciliazione del bilancio energetico

In un proprio stabilimento industriale, che soddisfaceva il suo fabbisogno complessivo di energia acquistando da fornitori esterni energia elettrica e gas naturale, un’Azienda manifatturiera della provincia di Vicenza ha deciso di inserire un gruppo elettrogeno alimentato con olio vegetale (IAFR = Impianto Alimentato da Fonte Rinnovabile), provvedendo – nel contempo – ad installare le infrastrutture necessarie a ricuperare il calore cogenerato dal nuovo impianto: in tal modo lo stabilimento, oltre a soddisfare tutto il suo fabbisogno di energia elettrica, ne è divenuto esportatore verso la rete esterna ed ha largamente ridotto il suo fabbisogno di gas naturale. Assieme alla realizzazione del riassetto impiantistico dello stabilimento, l’Azienda ha anche ravvisato la convenienza di dotarlo di un innovativo sistema informatico avanzato per il controllo e la gestione ottimizzata dei consumi energetici. Mediante tale sistema, messo a punto e fornitole da una società che svolge attività specialistica di consulenza energetica, la quale glielo ha caricato su un apposito PC dedicato, l’Azienda può ora gestire costantemente i flussi di energia che “scorrono” nell’opificio, ottimizzando il loro assetto d’insieme in ottica sia tecnica (maggiore efficienza energetica) che economica (minori costi): i connessi benefici ottenuti, in termini di risparmio di energia primaria e di miglioramento dell’impatto ambientale, sono certificati secondo le modalità stabilite dalla vigente normativa di legge volta ad incentivare sia l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili per ridurre quello di fonti fossili [Certificati Verdi = CV], sia l’accrescimento dell’efficienza energetica con conseguente risparmio di energia primaria [Titoli di Efficienza Energetica = TEE], attraverso l’impiego consapevole / intelligente / razionale dell’energia in ogni sua forma.
La disponibilità di dati analitici e dettagliati sui consumi di energia e sui connessi costi, tutti opportunamente ’compensati’ / ’validati’ e quindi ’coerenti’ sul piano tecnico e ’in quadratura’ su quello economico, ha permesso di dare un assetto più puntuale alla Contabilità Industriale dello stabilimento e di porre gli “amministrativi” e i “tecnici” in grado di colloquiare più proficuamente e di operare in sinergia per il raggiungimento della migliore performance aziendale.
L’innovativo Sistema Informatico Integrato di Contabilità e Controllo dei Consumi di Energia – Total Energy Management così attuato risponde appieno alle richieste di registrazione e ottimizzazione della nuova Norma UNI/CEI EN 16001.

1. Introduzione
Il contesto è quello di uno stabilimento industriale di un’Azienda manifatturiera della provincia di Vicenza, che occupa ca. 150 dipendenti e produce recipienti / imballaggi di varie tipologie.
Prima della ristrutturazione impiantistica e del connesso riassetto gestionale dei consumi di energia oggetto di questa relazione, la situazione operativa dello stabilimento – per quanto attiene ai suoi fabbisogni energetici ed alle modalità del loro soddisfacimento – era quella evidenziata.

Energia Elettrica acquistata
kWh/anno
5.771.255
Energia Elettrica venduta
kWh/anno
=
Gas Naturale acquistato
Smc/anno
1.356.048
Olio Vegetale acquistato
t/anno

La ristrutturazione impiantistica è consistita nell’inserimento di un gruppo elettrogeno alimentato con olio vegetale (IAFR = Impianto Alimentato da Fonte Rinnovabile), con la contestuale installazione delle infrastrutture (principalmente scambiatori di calore) necessarie a ricuperare il calore cogenerato dal nuovo impianto, della strumentazione in campo atta a rilevare in continuo – negli appropriati punti di misura – i dati relativi ai vari flussi energetici (quantità, temperature, pressioni, tensioni, ecc.) e del hardware informatico cui trasmettere tali dati e sul quale caricare i programmi software deputati ad elaborarli.
Dopo la ristrutturazione impiantistica e il connesso riassetto gestionale dei consumi di energia oggetto di questa relazione, la situazione operativa dello stabilimento – per quanto attiene ai suoi fabbisogni energetici ed alle modalità del loro soddisfacimento – è quella evidenziata in Tabella II e rappresentata nello schema di Figura 2.

Energia Elettrica acquistata
KWh/anno
=
Energia elettrica venduta
KWh/anno
11.050.000
Gas Naturale acquistato
Smc/anno
641.450
Olio Vegetale acquistato
t/anno
3.850

2. ModalitÀ  di controllo del sistema informatico integrato di contabilità

Una società che svolge attività specialistica di consulenza energetica ha messo a punto un innovativo specifico software energetico originale, basato su un appropriato modello matematico del ciclo produttivo dello stabilimento post ristrutturazione impiantistica, appositamente costruito – Sistema Informatico Integrato di Contabilità e Controllo dei Consumi di Energia – Total Energy Management [SIICCCE-TEM] – e lo ha caricato su un PC dedicato all’uopo installato.
Tutti gli strumenti di misura in campo sono collegati a PLC, che ne raccolgono i valori ’bruti’ misurati istante per istante e ne calcolano ogni quarto d’ora le rispettive medie aritmetiche. Allo scadere di ogni quarto d’ora il PC dedicato si collega automaticamente ai PLC e acquisisce i predetti valori medi, memorizzandoli in apposito Data Base: 4 dati ’bruti’ ogni ora, per ciascuna grandezza tecnica di rilevanza energetica misurata nel relativo punto di misura in campo.
Il software, avvalendosi di appropriati algoritmi matematico/statistici originali, elabora i predetti 4 dati ’bruti’ di ogni ora per ’compensarli’, e ’valida’ poi i 4 dati ’compensati’ così generati, verificando che siano ’coerenti’ attraverso il soddisfacimento di apposite equazioni di controllo in cui vengono immessi. Quando la correzione di compensazione di un dato ’bruto’ risulta eccessiva rispetto ad un intervallo di accettabilità prefissato, il software dà un segnale di allarme e, fino a quando non rileva che si è provveduto – da parte del personale allertato dall’allarme – ad intervenire per risolvere l’anomalia, adotta per quel dato il suo valore ’compensato’ cui era pervenuto nel quarto d’ora precedente. I 4 dati ’compensati’ e ’coerenti’ di ciascuna ora vengono a loro volta mediati; vengono infine ancora mediati, due volte al giorno, i 12 dati medi orari così ottenuti e relativi alle 12 ore di Picco (8 > 20) e gli altri 12 relativi alle 12 ore fuori Picco (0 > 8 + 20 > 24) di ciascun giorno, con riferimento alle due fasce orarie della tariffazione vigente sul mercato libero dell’energia elettrica per uso industriale: in definitiva, il software genera giornalmente, per ogni misura rilevata in campo, 2 dati medi ’compensati’ e ’coerenti’ relativi alle 2 fasce orarie di Picco e fuori Picco. I dati medi ’compensati’ e ’coerenti’ delle due fasce orarie di ciascun giorno vengono memorizzati in apposito Data Base.
I predetti 2 dati tecnici medi ’compensati’ e ’coerenti’ rilevati giornalmente entrano poi in celle di calcolo, ognuna associata ad uno specifico segmento del complesso impiantistico dello stabilimento, ove fluiscono uno o più flussi di “materia che trasporta energia” (kWh/h di energia elettrica; mc/h di gas naturale, o di acqua, o di aria più o meno compressa; ecc.); con ciascuno di tali segmenti impiantistici è stato anche fatto coincidere un Centro di Costo della riorganizzata Contabilità Industriale dell’Azienda.
In ogni cella sono stati preventivamente immessi i valori economici ’bruti’ delle “materie energetiche” che fluiscono nel rispettivo segmento impiantistico (cioè i loro costi unitari, a quel punto del loro fluire lungo il ciclo produttivo dell’opificio), valori che vengono aggiornati ogni qualvolta sia necessario (prezzi di acquisto dell’olio vegetale, del gas naturale, dell’acqua; prezzi di acquisto o di vendita dell’energia elettrica; valori dei CV e dei TEE): il software, avvalendosi di appropriati algoritmi matematico/statistici originali, elabora anche i predetti valori economici ’bruti’ per ’compensarli’ se necessario, e ’valida’ poi i valori ’compensati’ così generati, verificando che siano ’in quadratura’ attraverso il soddisfa-cimento di apposite equazioni di controllo in cui vengono immessi.
Ogni cella calcola, per ciascuna delle 2 fasce orarie di ogni giorno e per ogni flusso energetico in entrata/uscita dal rispettivo segmento impiantistico, 12 grandezze tecniche ed economiche che caratterizzano il flusso: tali grandezze sono state definite nel loro insieme MED (acronimo di Materia-Energia-Denaro) di quel flusso: per ciascun flusso impiantistico si hanno quindi 2 MED per ogni giorno: anche tutte le MED vengono memorizzate nel Data Base.

La costante disponibilità in tempo reale di dati analitici e dettagliati sui consumi di energia e sui connessi costi, tutti opportunamente ’compensati’ / ’validati’ e quindi ’coerenti’ sul piano tecnico e ’in quadratura’ su quello economico, ha permesso di dare un assetto più puntuale alla Contabilità Industriale dello stabilimento e di porre gli “amministrativi” e i “tecnici” in grado di colloquiare più proficuamente e di operare in sinergia per il raggiungimento della migliore performance aziendale.
Attingendo ai dati disponibili nelle MED di cui sopra, il SIICCCE-TEM produce – sia sistematicamente con frequenze prestabilite, sia a richiesta – una serie di Report destinati ai “tecnici”, agli “amministrativi” e al Management aziendale. Il tutto gestibile eventualmente anche a distanza per via telematica ’in remoto’.
Nelle Figure 4, 5 e 6 sono riprodotti, a titolo di esempio, tre dei predetti Report.

Giova evidenziare che, quando il Management fosse interessato a stimare gli effetti tecnico-economici energetici di eventuali modifiche / ampliamenti / integrazioni degli impianti dello stabilimento, sarà agevole ottenere dal SIICCCE-TEM affidabili elementi conoscitivi atti a permettere consapevoli e meditate scelte per le conseguenti decisioni strategiche: sarà infatti sufficiente integrare opportunamente il modello matematico del ciclo produttivo dello stabilimento, inserendovi i nuovi o modificati segmenti impian-tistici con la relativa nuova strumentazione di misura in campo e associarvi le nuove o modificate celle di calcolo, far poi “girare” per un tempo virtuale il SIICCCE-TEM così modificato e chiedergli di produrre i Report contenenti le informazioni desiderate.

3. RISPONDENZA DEL SISTEMA ALLA NUOVA NORMA UNI/CEI EN 16001
La volontà del management di migliorare ulteriormente l’efficienza degli usi finali dell’energia (anche per ottemperare ai requisiti del D. Lgs. 115/08, che recepisce la Direttiva 2006/32/CE) ha portato l’azienda a verificare la rispondenza del sistema sopra descritto alla nuova norma UNI/CEI EN16001 – requisiti e linee guida per i sistemi di gestione dell’energia. A questo scopo si è effettuata una “gap analisys” per verificare quali aspetti della norma sono attualmente ottemperati e quali vanno invece modificati o introdotti in azienda, in modo da indirizzare correttamente una futura certificazione del sistema.
Va detto che l’azienda è già certificata secondo UNI EN ISO 9001: si ritiene quindi che saranno facilmente implementabili i requisiti relativi a Policy energetica, formazione del personale in campo energetico e introduzione di specifiche procedure (per esempio per la manutenzione). Detto questo si è rilevato come sia correttamente implementata e in linea con i requisiti della norma la gestione degli Aspetti Energetici: infatti, a partire da una diagnosi energetica che ha preso in considerazione dati pregressi, opportunità di miglioramento, organizzazione, ecc. il SIICCCE-TEM fornisce con continuità dei report della situazione che riportano i consumi, la produzione di energia e gli eventuali scostamenti rispetto alla situazione ottimale. Tali dati sono resi in forma di indicatori energetici facilmente comprensibili.
I fronti su cui l’azienda dovrà lavorare per arrivare alla conformità alla norma sono in conclusione abbastanza limitati: principalmente andrà individuato un responsabile del sistema di gestione energia che dovrà essere (per competenze e mansioni) la figura che controlla uso dell’energia e occasioni di miglioramento.

CONCLUSIONI
Le possibilità/opportunità offerte dalle odierne tecnologie informatiche, sul piano dell’hardware e – ancor più – del software, consentono di governare e gestire in modo consapevole / intelligente / razionale e – quindi – efficiente / efficace / ottimizzato i vari aspetti tecnici ed economici delle modalità secondo le quali soddisfare il fabbisogno complessivo di energia di un qualsiasi ciclo produttivo industriale, con costi assai contenuti (anche in termini di impiego di risorse umane) e perciò sostenibili anche da Aziende di dimensioni limitate. La concretizzazione di un siffatto approccio integrato e coordinato alla gestione dell’energia risulta prodromica all’implementazione delle registrazioni e ottimizzazioni richieste dalla nuova Norma UNI/CEI EN 16001.
Per un’Azienda medio-piccola è tuttavia necessario
che il Management sia ben consapevole della rilevanza dei costi energetici, non solo per il loro aspetto strettamente economico ma anche per i connessi risvolti socio-ambientali;
che ci si avvalga dell’assistenza di una qualificata struttura di consulenza specialistica in campo energetico, per la costruzione di un appropriato Sistema Informatico Integrato di Contabilità e Controllo dei Consumi di Energia – Total Energy Management e – eventualmente – per la sua gestione ’in remoto’.