Conversione termico-elettrico: qualcosa si muove

La legge di conversione del Decreto Sviluppo (Dl 83/2012) ci ha portato finalmente qualche segnale di novità nel campo della mobilità elettrica

http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2012/07/31/da-diesel-a-elettrica-gli-incentivi-statali-per-far-diventare-green-la-nostra-automobile/?h=0

Oltre al retrofit del parco esistente viene giustamente spinta la creazione di un parco di colonnine di ricarica. Purtroppo tutto è demandato al recepimento da parte dei comuni…

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Che cos’è il PAES (Piano Azione Energia Sostenibile)

L’introduzione dei Piani Energetici Comunali nel nostro Paese è piuttosto recente e più precisamente avviene con la Legge 10/91; in particolare l’art. 5, comma 5 della Legge afferma che “I Piani Regolatori Generali (PRG) dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti devono prevedere uno specifico piano a livello comunale relativo all’uso delle fonti rinnovabili di energia”. Tale Piano doveva essere predisposto entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge (quindi entro luglio 1991) e riguardava 136 Comuni del nostro Paese, con una popolazione interessata pari a circa 21.000.000 di abitanti, pari al 36% del totale dei cittadini italiani. A otto anni di distanza un monitoraggio sullo stato di attuazione di questa Legge, effettuato dall’ENEA, ha mostrato che solamente 23 città, pari al 17% di quelle interessate, avevano elaborato un Piano Energetico Comunale. Va tuttavia sottolineato che quasi tutte le maggiori città italiane hanno avviato la redazione del PEC; le esperienze condotte in questi anni hanno consentito di individuare procedure e criteri, confluite poi in due guide metodologiche realizzate rispettivamente da ENEA la prima [2] e da CISPEL, ACEA e Ambiente Italia la seconda [3]. Le due guide, pur non avendo alcun carattere cogente, possono intendersi come “prassi consolidata” e pertanto rappresentare uno standard di riferimento nella elaborazione di un Piano Energetico Comunale. Va inoltre sottolineato che, nella prassi, i Piani realizzati hanno interpretato in senso più ampio quanto prescritto dall’art. 5 della legge 10/91 e si sono pertanto occupati non solo di fonti tradizionali ma anche di risparmio energetico e di fonti energetiche alternative; inoltre, per la crescente attenzione nei confronti dell’ambiente, in molti Piani è stato dato un notevole risalto al binomio Energia – Ambiente, per cui è ormai più corretto parlare di Piani Energetici e Ambientali Comunali (PEAC).
Volendo implementare un PAES andranno analizzate le metodologie per la redazione dei Piani Energetici Comunali e Ambientali, individuati alcuni esempi significativi elaborati recentemente nel nostro Paese; infine, elaborato un metodo per la redazione del Piano, comprendente anche dei criteri per l’individuazione degli interventi di attuazione del Piano stesso.