Nomina Energy manager: scadenza annuale del 30 aprile

Con la Legge 10 del 1991 l’italia si era data uno strumento straordinariamente potente per introdurre massicciamente il tema dell’efficienza nel sistema economico. In particolare la legge individuava la necessità di avere figure professionali dedicate al tema energetico e poneva in capo alle aziende con consumi elevati (più di 10.000 TEP per le aziende industriali e più di 1.000 TEP per tutte le altre) l’obbligo di nominare il Responsabile per l’Uso Razionale dell’Energia, brevemente chiamato Energy Manager.
Questa impostazione rimane valida anche oggi: le aziende sono tenute alla nomina dell’Energy manager entro il 30 aprile di ogni anno e alla comunicazione della nomina al FIRE, tramite il portale NEMO.
La verifica dell’obbligo va fatta sommando tutti i consumi di ogni ragione sociale per tutte le sedi e filiali presenti sul territorio italiano: i diversi vettori energetici vanno convertiti in Tonnellate Equivalenti di Petrolio (TEP) secondo i fattori di conversione fissati nella circolare MISE del 18/12/2014.
Ve ricordato che le aziende che nominano un energy manager hanno anche alcune facilitazioni nell’ottenimento degli incentivi, come ad esempio la possibilità di presentare direttamente progetti per l’ottenimento dei TEE senza passare per ESCo certificate

Pillole di Efficienza – UNI 11352, contenuti minimi del contratto EPC

Continua la serie di Pillole di efficienza, la serie di video offerta da ECIPA ESCo e dedicata all’efficienza energetica. Oggi parliamo della norma italiana di certificazione delle ESCo, la UNI 11352:2014.

Pillole di efficienza – UNI 11352 parte 2

Continua la serie di Pillole di efficienza, la serie di video offerta da ECIPA ESCo e dedicata all’efficienza energetica. Oggi parliamo della norma italiana di certificazione delle ESCo, la UNI 11352:2014.

L’energia è strategica: approvati i decreti Golden Power

Sono stati pubblicati nella GU del 6 giugno i DPR 85 e 86 sui golden power, ossia  i poteri speciali che spettano al Governo sugli assetti societari dei soggetti che operano nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni.

Si alza la testa o si dà veste ufficiale alla sudditanza nei confronti delle multinazionali? ahhhh, saperlo…

Boicottare la smart grid: GSE dice no ai sistemi di accumulo

“Con riferimento alle richieste di chiarimenti pervenute al GSE in merito alla possibilità d’installazione di sistemi di accumulo su impianti già ammessi agli incentivi, si precisa quanto segue.

Nelle more della definizione e della completa attuazione del quadro normativo e delle regole applicative del GSE per l’utilizzo dei dispositivi di accumuloai fini della corretta erogazione degli incentivi, non è consentita alcuna variazione di configurazione impiantistica che possa modificare i flussi dell’energia prodotta e immessa in rete dal medesimo impianto, come ad esempio la ricarica dei sistemi di accumulo tramite l’energia elettrica prelevata dalla rete.

A tal proposito si rammenta che il GSE, nel caso in cui dovesse accertarne la sussistenza, nell’ambito delle verifiche effettuate ai sensi dell’art. 42 del Decreto Legislativo 28/2011, applicherà le sanzioni previste dal medesimo articolo, ivi inclusa la decadenza dal diritto agli incentivi e il recupero delle somme già erogate.”

http://www.gse.it/it/salastampa/news/Pages/modifica-della-configurazione-impianti-incentivati-con-sistemi-di-accumulo.aspx