I compiti dell’EGE secondo la norma UNI 11339

L’EGE è figura professionale che gestisce l’uso dell’energia in modo efficiente coniugando conoscenze nel campo energetico (ivi comprese le ricadute ambientali dell’uso dell’energia) con competenze gestionali, economico-finanziarie e di comunicazione, mantenendosi continuamente e costantemente aggiornata sull’evoluzione delle tecnologie, delle metodologie e della normativa
energetico-ambientale.
In tal modo, l’EGE si pone l’obiettivo di migliorare il livello di efficienza energetica e/o di ridurre i consumi di energia primaria e le emissioni di gas clima-alteranti legate all’utilizzo dell’energia, di incrementare in qualità e/o in quantità i servizi forniti comunque attinenti all’uso razionale dell’energia.
Pertanto i compiti essenziali dell’EGE, all’interno dell’organizzazione dove opera, sono i seguenti:
1 analisi approfondita e continuativa del sistema energetico in cui si trova ad operare: dei processi, degli impianti e delle tecnologie impiegati, della politica energetica dell’organizzazione;

2 promozione dell’introduzione di una politica energetica dell’organizzazione o, se già presente, attività di verifica che essa:

a) sia rilevante in relazione a tipo, dimensione ed uso dell’energia nelle sue attività/operazioni, prodotti o servizi;
b) includa un impegno a conformarsi alla legislazione, regolamentazione ad altre normative rilevanti per le aree del campo dell’energia applicabili all’organizzazione, contribuendo all’attuazione di programmi ed accordi nazionali ed internazionali in merito;

c) costituisca le basi per la definizione e la procedura di sviluppo degli obiettivi energetici;

d) includa un impegno al miglioramento continuo;

e) venga documentata, implementata, mantenuta e comunicata ai dipendenti ed ai soggetti comunque coinvolti nell’attività dell’organismo;

f) sia accessibile al pubblico in generale;

3 promozione dell’introduzione e del mantenimento all’interno dell’organizzazione dei sistemi di gestione dell’energia conformi alla UNI CEI EN 16001;

4 gestione di una contabilità energetica analitica, valutazione dei risparmi ottenuti dai progetti di risparmio energetico e relative misure;

5 analisi dei contratti di fornitura e cessione di energia;

6 diagnosi energetiche comprensive dell’individuazione di interventi migliorativi anche in relazione all’impiego delle fonti energetiche rinnovabili;

7 analisi tecnico-economica e di fattibilità degli interventi e valutazione dei rischi;

8 ottimizzazione della conduzione e manutenzione degli impianti;

9 gestione e controllo dei sistemi energetici;

10 elaborazione di piani e programmi di attività e attuazione degli stessi con la gestione del personale addetto, dei consulenti, dei fornitori, delle ditte esecutrici;

11 individuazione di programmi di sensibilizzazione e di promozione dell’uso efficiente dell’energia e attuazione degli stessi;

12 definizione delle specifiche tecniche attinenti gli aspetti energetici dei contratti per la realizzazione di interventi e/o la fornitura di beni e servizi e la gestione di impianti;
13 applicazione appropriata della legislazione e della normativa tecnica in campo energetico e ambientale;

14 reportistica e relazioni con la direzione, il personale e l’esterno;

15 pianificazione dei sistemi energetici;

16 pianificazione finanziaria delle attività;

17 gestione del progetto (project management).

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4 thoughts on “I compiti dell’EGE secondo la norma UNI 11339

  1. Una provocazione: che io sappia c’è un po’ di lobbying, in prima fila aziende di certificazione, che stanno spingendo per standardizzare il più possibile veramente tutto quanto nel campo della gestione energetica.
    Come saprai sicuramente con la tua esperienza, ogni organizzazione cui ti approcci per valutare di cosa hanno bisogno (e con che priorità) è qualcosa che richiede spunti diversi, pur nell’ambito di una metodologia consolidata da parte di chi per lavoro fa il consulente energetico. Le 17 cose richieste all’EGE sono sacrosante, ma la qualifica potrebbe essere ottenuta più facilmente da soggetti inseriti in aziende con maggiori capacità burocratiche anzichè da valenti professionisti. Dopodichè si fa l’albo, si richiede una tassa annuale, etc. etc. Già visto no? Ma per ora non risparmio i complimenti ad uno dei 31. Finchè si è in pochi vuol dire di sicuro qualcosa.

    • Intanto grazie perchè è il primo commento che ricevo sul blog, sono quasi commosso. Sullo specifico io per temperamento sarei d’accordo con te, noi italiani siamo creativi di natura e poco inclini a inserirci in schemi prefissati. Però che cosa vedo? che in questo momento storico chi ci sta facendo il culo sono i sistemi produttivi che sulla standardizzazione hanno sempre puntato (=Germania). Vedo anche che, dopo un momento di sbandamento nel 2009-2010, quando le PMI sono state quelle più pronte a rimediare alla congiuntura, adesso il pallino è tornato nella mani delle grandi aziende, che stanno comprando, ristrutturando e standardizzando.
      Insomma, tutto intorno vedo una spinta mostruosa verso certificazione e standardizzazione, a te come sembra?

  2. sì, la vedo anch’io e la temo: il solito lobbying per buttar fuori chi magari ha competenze ma non ha grandi numeri.
    Io ho fatto indagini energetiche dappertutto (ho smesso di chiamarlo audit, appunto, come ormai fanno tutti): Italia ma anche Serbia, Russia, Ucraina e Kazakhstan; terziario come processi, e su questi mi sono occupato di tessili, plastica, cuscinetti a sfere per treni, pasta, detersivi e acque: ovviamente agisco con delle linee comuni che si ripetono, altrimenti non potrei dire di saper fare il mio lavoro.
    Ma ogni volta bisogna sapersi regolare in base al soggetto, che non ha solo le differenze di cui sopra, ma anche differenze di motivazioni per cui sei stato mandato lì.
    La standardizzazione mi sembra il solito atto mafioso burocratizzante, lo dico fuori dai denti e lo dico perchè so esattamente che tipo di competenze hanno le aziende che si stanno muovendo: brave a fare cose standardizzate, appunto.
    Trovare l’ottimo in un recupero di calore, o consigliare la cogenerazione, o assistere un soggetto in una negoziazione contrattuale o, meglio ancora, isolare in uno stabilimento le cinque-dieci misure su cento da fare subito, perchè di solito sono il 90% del risparmio, e stimarne la diversa appetibilità, richiede essere competenti, non standard. Forse più standard è occuparsi delle restanti, dopo (e non è nemmeno vero, perchè idee grosse possono venire anche dopo).

    Teniamoci in contatto, interessanti i tuoi post (il mio blog per scelta non è lavorativo, o meglio se parlo di lavoro non lo faccio in modo tecnico)
    ciao

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