Certificati Verdi – il meccanismo di erogazione

Il meccanismo dei “certificati verdi” rappresenta il modo in cui gli stati europei hanno deciso di incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Tali fonti molto spesso sono economicamente poco competitive rispetto alle fonti tradizionali per motivi di scarsa maturità tecnologica, alto costo delle materie prime, alti costi d’investimento: l’incentivazione fa da volano allo sviluppo di queste fonti e ottiene risultati di indipendenza energetica e minori impatti ambientali.
Il meccanismo parte dalla creazione di soggetti obbligati: i produttori e gli importatori di energia elettrica in Italia devono, a partire dal 2002, dimostrare che una parte dell’energia immessa in rete proviene da impianti IAFR (impianti alimentati a fonti rinnovabili, che ottengono l’apposita qualifica). Tale percentuale partì dal 2% e supererà il 7,5% nel 2012, escludendo una franchigia di 100 GWh. La quota di energia rinnovabile può provenire da propri impianti oppure da impianti terzi nel secondo caso l’obbligo è assolto con il versamento dei cd. “certificati verdi”. 1 certificato verde =1 MWh (a partire dalla Finanziaria 2008).
L’energia prodotta da un impianto IAFR che da diritto a CV è l’energia netta, cioè quella prodotta ai morsetti dell’alternatore diminuita di perdite di trasmissione fino al punto di consegna, consumo degli ausiliari, ecc. Con la Finanziaria 2008 questa energia netta per essere trasformata in CV va moltiplicata per un coefficiente K differenziato per il tipo di fonte. K va da 0,9 per il geotermico a 1,8 per il biogas e per lo sfruttamento del moto ondoso. Tramite K il legislatore ha deciso di incentivare maggiormente le fonti con costi più elevati o meno sviluppate tecnologicamente.
La finanziaria 2008 ha inoltre aumentato da 12 a 15 anni il periodo per il quale un impianto IAFR può ottenere i CV. I CV possono essere venduti dal possessore tramite accordi bilaterali con i soggetti obbligati o scambiati su una apposita borsa valori gestita dal Gestore Mercato Energia (GME). Sempre la Finanziaria 2008 ha stabilito che il prezzo d’offerta del CV sul mercato è la differenza tra 180 € e il prezzo medio di acquisto dell’energia dell’anno precedente. A partire dal 2007 il proliferare di impianti IAFR ha fatto molto scendere il valore dei CV.
Il GSE ritira l’eccesso di CV a un prezzo pari alla media dei CV dell’anno precedente. Va comunque notato che oltre alla remunerazione dei CV gli impianti IAFR hanno dei ricavi dalla vendita dell’energia elettrica (ed eventualmente termica) a prezzo di mercato.
La Finanziaria 2008 ha inoltre stabilito per i piccoli impianti IAFR (potenza inferiore a 1 MW per tutte le tipologie tranne che per l’eolico dove il limite è di 200 kW) di cedere la propria energia a una tariffa onnicomprensiva. Questo regime è alternativo all’ottenimento dei CV e permette di ottenere una tariffa che comprende vendita + incentivo. La tariffa è differenziata per tipo di fonte per dare incentivi diversi a fonti in diversi punti della curva tecnologica.

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