La diagnosi energetica: strumento fondamentale per l’aumento dell’efficienza

La diagnosi energetica è lo strumento fondamentale per ordinare e mettere ordine negli interventi di efficientamento che un organizzazione vuole implementare: la diagnosi deve partire necessariamente da un’analisi energetica dello stabilimento e quindi da un censimento di tutti i consumi di energia primaria e delle eventuali produzioni di energia interne allo stabilimento. Questa analisi deve essere condotta su un periodo significativo: almeno 1 anno e comunque un periodo che comprenda eventuali ciclicità dell’attività produttiva. Vanno individuati gli usi e consumi energetici dividendoli per esempio per area di consumo secondo l’organizzazione dell’azienda (produzione, logistica, ecc.) o per tipo di energia utilizzato: vanno presi in considerazione combustibili fossili (gas naturale, gasolio, carbone, ecc.), fonti energetiche interne (scarti di produzione termovalorizzati, residui organici usati per la produzione di biogas, impianti fotovoltaici, eolici, ecc.), vettori energetici acquistati all’esterno (EE, vapore, aria compressa, ecc.).

Tali usi e consumi vanno valorizzati su una base comune (p.e. TEP o MJ) per avere una stima dell’incidenza statistica sul consumo totale dello stabilimento. Questa stima serve anche per individuare delle soglie di significatività al di sotto della quale il consumo può essere monitorato con minore attenzione.

A questo punto vanno valutate le opportunità di miglioramento su ciascuna area di consumo, valutando contemporaneamente idoneità delle procedure utilizzate, idoneità del controllo operativo, confronto con le best practices. Dove si rilevi per uno di questi motivi consumi superiori alle attese si prospetta un’opportunità di miglioramento che può riguardare:

  • implementazione di nuove procedure: p.e. spegnimento delle macchine durante i periodi di inattività, rotazione nel funzionamento delle apparecchiature energivore;

  • miglioramento del controllo operativo: p.e. affinamento dei compiti di controllo dei capiturno e capireparto, aumento delle frequenze di manutenzione delle apparecchiature;

  • interventi impiantistici: inserimento di impianti di produzione energetica (cogenerazione, utilizzo di scarti, ecc.), inserimento di recuperi termici, nuovi corpi luminosi, ecc.

Di ciascuno degli interventi individuati andrà indicato:

  • costo indicativo dell’implementazione;

  • eventuali incentivi disponibili;

  • risparmio conseguibile;

  • ritorno economico (ad esempio pay-back, TIR, VAN).

Per interventi particolarmente onerosi andrà abbozzata una sensitivity analisys ai principali parametri che possono influenzare l’investimento.

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